Storia

Oggi parlare di Euroflora è un fatto normale. Il termine stesso “Euroflora” – che evoca un grande spettacolo di piante e fiori – è entrato nel vocabolario comune. Da tre presidenti della Repubblica – Sandro Pertini, Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro – ai principi Grace e Ranieri di Monaco, a Marella Agnelli, moltissime sono state le visite illustri alla manifestazione, eppure la sua nascita non fu affatto semplice. Come tutti i grandi eventi vide la luce per un’intuizione geniale e dovette superare non poche difficoltà.

Euroflora nacque ispirandosi alle celebri floralies di Gand. L’idea balenò al presidente della Fiera di Genova Carlo Pastorino che a metà degli anni Sessanta scommise sul futuro della rassegna, e fu portata avanti con determinazione dall’allora segretario generale Giuseppino Roberto. Non prima, naturalmente, di aver ottenuto il consenso e l’apporto dei floricoltori genovesi e liguri. Furono loro a crederci per primi e a costituire il nocciolo di partenza.
Si intuì da subito che per ambire a quei traguardi era necessario entrare in contatto con A.I.P.H., l’associazione internazionale dei floricoltori che gestiva il calendario degli eventi, autorizzandone l’accesso in base a solide credenziali. E la volontà della Fiera era  proprio quella di entrare nell’olimpo del florovivaismo dalla porta principale. I rapporti con A.I.P.H. furono dunque avviati e si intensificarono nell’anno precedente l’esordio di Euroflora. La data decisiva fu il 27 agosto 1965, quando da Bruxelles il presidente di A.I.P.H. Emile Debroise concesse l’autorizzazione per lo svolgimento della manifestazione. Fu una tappa importante perché legittimò il prestigio di Euroflora, creando un effetto a cascata sui paesi europei a grande tradizione florovivaistica, che decisero così di partecipare alle neonate floralies italiane. Da allora in poi Euroflora avrà cadenza quinquennale. Dal 2006 Euroflora è membro di AIF – Association of International Floralies.

Nacquero nella fase iniziale, dalla creatività di Emanuela Tenti, il lettering e il celebre logo che da sempre identificano la manifestazione. Due astratte corolle contrapposte, anticonvenzionali e caratteri volutamente imperfetti che hanno avuto un enorme successo e sono stati utilizzati da incisori e zecche di Stato per la realizzazione di medaglie e francobolli.
La prima edizione di Euroflora fu un successo, l’anno il 1966. La manifestazione venne salutata da 250 mila visitatori e vi parteciparono 263 espositori da 19 Paesi. Una cosa si comprese subito: l’Italia poteva finalmente ritagliarsi uno spazio fisso nel quadro delle grandi floralies internazionali riconosciute dall’AIPH (Association Internationale des Producteurs de l’Horticulture). Da lì in avanti fu un’escalation, sia in termini di partecipazioni che di prestigio internazionale. I dati parlano da soli: alle nove edizioni tenutesi dal 1966 fino all’ultima, nel 2006, hanno partecipato 5.720 espositori da tutto il mondo. I visitatori sono stati 4.745.000, l’edizione record è quella del 1986 con 730.000 persone. Dal 1966 a oggi si sono tenuti 5.779 concorsi tecnici ed estetici ai quali hanno partecipato migliaia di floricoltori e florovivaisti, determinando nuove mode e nuovi stili di consumo.

Gli espositori di Euroflora sono innanzitutto i produttori, floricoltori e florovivaisti che partecipano a titolo individuale o riuniti in associazioni sotto l’egida delle Camere di commercio, delle Province e delle Regioni. Ma sono anche i Comuni, presenti con aiuole istituzionali, e i Paesi esteri, la cui partecipazione da lustro alla rassegna ponendo in risalto le biodiversità e il confronto fra le diverse produzioni nazionali. Altrettanto importanti sono la progettazione e i contenuti di Euroflora, entrambi strettamente connessi: dal layout di base emergono i temi portanti, intorno ai quali ruota la ma-nifestazione.
Dal 1966 ad oggi Euroflora è diventata il più grande strumento di promozione florovivaistica che l’Italia abbia mai avuto. In origine la manifestazione si rivolgeva in prevalenza ai produttori di fiori recisi e piante da interno, per estendersi poi al settore del vivaismo da esterno. Fu proprio quest’ultimo a guadagnare via via posizioni fino a diventare una componente importantissima di Euroflora e oggi il vivaismo da esterno costituisce la massima attrazione nelle aree all’aperto del quartiere, oltre a rappresentare la principale voce italiana dell’export floricolo. Ma la grande capacità di Euroflora è sempre stata quella di trasmettere, attraverso la riscoperta del fiore e della pianta come abitudine di vita, un messaggio di amore e di rispetto per la natura e di far conoscere a un vastissimo pubblico le più svariate tecniche di utilizzo del verde.

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